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Lunedì 08 Marzo 2010 22:53

Lesioni mute da sport e termografia di contatto

F. Lelik
Policlinic Dabos, Ungheria


I.J. Sports Traumatology 3: 233,1981


Riassunto.
L'autore dopo aver posto in evidenza la difficoltà  diagnostica obiettiva di determinate lesioni muscolo tendinee di atleti ad alto livello, pone in risalto la possibilità  di controllare con termografia di contatto non solo la presenza della lesione e la sua estensione, la sua probabile natura ma anche la prognosi e quindi la possibilità  di ripresa con sicurezza dell'attività sportiva.

 

Introduzione
Nella traumatologia sportiva, come nella traumatologia in generale, sono le lesioni alle parti molli e le patologie capsulo legamentose a porre i principali problemi diagnostici e non le fratture evidenti o le lussazioni.
Anche nel caso di rotture dei legamenti, non sono quelle osservabili ad un primo esame a far sorgere le difficoltà, ma piuttosto il loro follow-up obiettivo. Sovente i chirurghi si trovano di fronte al serio problema di trattare lesioni mute, virtualmente asintomatiche, ma che causano dolore, anche in assenza di danni funzionali evidenti. Attualmente gli atleti impegnati in molti sports ed ansiosi di raggiungere o di mantenere un alto livello internazionale, sono costretti o sottoporre le loro articolazioni, i legamenti ed i muscoli a carichi che superano ampiamente le esigenze fisiologiche del corpo. Questo non avviene nel caso di sports praticati per svago.
Al contrario, per raggiungere il successo nella lotta, nel tennis, nella pallamano o nel calcio, sono necessarie almeno 2-6 ore di allenamento intensivo ogni giorno. Agli esami usuali ed alla palpazione il paziente ha, al massimo, una reazione di dolore. A suo volta, il dolore è principalmente soggettivo e può essere influenzato da numerosi fattori.
Un atleta può lamentare un dolore quando, invece, il vero problema può risiedere nella sua vita familiare, o che egli sia stanco dell'allenamento o, ancora, che tema un insuccesso. Le sue lamentele si proiettano semplicemente in quest'arco. Per queste ragioni, uno psicologo dovrebbe per primo esaminare l'atleta, benchè non sia possibile indirizzare quest'ultimo ad uno psicologo prima di avere raggiunto una conclusione certa. Il dolore è l'unico punto di partenza ed è un sintomo apparentemente inverificabile.
Come afferma Leriche, "il disturbo vasomotorio è la vera causa dei fenomeni dolorosi ... solitamente i disturbi vasomotori danno origine a traumi periferici".
L'ischemia locale, l'olighemia ed anche l'iperemia sono causa di dolore. Sia il grado che l'estensione di queste condizioni patologiche locali possono essere misurati con la termografia di contatto sulla base di zone calde o aree più fredde.

 

Materiali e Metodi
Quali sono le alterazioni alle quali è possibile far riferimento con il termine, un poco arbitrario, di Iesione muta?
- lesione (non rottura) nella zona del tendine d'Achille
- lesione del gomito, senza rottura o sinovite traumatica
- leggera rottura muscolare o ematoma
- lesioni nella zona dell'articolazione di Chopart
Quasi tutti gli sports sono collegati alla corsa, almeno durante l'allenamento e sovente gli allenamenti si svolgono lungo sentieri, nelle foreste e nei campi. Tali allenamenti sovraccaricano il tendine d'Achille, il quale, durante la lotta ed il calcio, è soggetto a subire contusioni. Dolore leggero e difficilmente localizzabile può manifestarsi improvvisamente durante un salto, un calcio alla palla, una corsa veloce e, naturalmente, questo causa un calo nella prestazione dell'atleta. All'esame superficiale nulla è rilevabile, ma il dolore locale viene riscontrato alla palpazione.
La flessione plantare non è danneggiata. La termografia si rivela di grande aiuto, poichè essa rivela i focolai dell'infiammazione dovuta alla lesione meccanica e la loro estensione.
V.B., di 27anni, è un paziente tipico. Giocatore di calcio di fama mondiale, accusava dolore nella zona del tendine d'Achille destro durante il riscaldamento. Il riposo e varie forme di trattamento fisioterapico diedero un miglioramento temporaneo. Tuttavia, durante una partita internazionale, un avversario lo colpì da dietro con un calcio alla tibia. Qualche giorno dopo venne eseguita una termografia secondo il metodo convenzionale di colorazione (Medrecol Reanal Budapest), sensibile tra i 28° e i 32°C. Il lato sano rimase nero (sotto i 28° C) mentre sull'altro lato apparve un'area rossa (28,6°C), e blu (29,8°C) lungo la linea centrale del tendine. L'atleta venne sottoposto a trattamento intensivo. Tre settimane dopo, quando il dolore era scomparso, venne ripetuto l'esame con la medesima modalità. Nessuno dei due lati evidenziò alcun colore. Il paziente era guarito.

N.N., 28 anni, calciatore di terza divisione. Da sei mesi accusava un forte dolore nella zona del tendine d'Achille destro dopo una lunga corsa di riscaldamento. Non prese parte a parecchi incontri, ma all'inizio dell'allenamento della nuova stagione non poteva saltare o correre a causa del dolore. Sul terzo inferiore del tendine si osservava uno sfocamento leggero dei contorni. Alla pressione, il soggetto accusava un dolore considerevole. Venne quindi eseguito un esame con la piastra termografica ipersensibile (Bayer, Leverkusen) invece che con il metodo a colorazione. L'esame evidenziò una leggera infiammazione rosso - bruna della capsula ed un'infiammazione significativa, verde, di una zona dalle dimensioni di una moneta da 200 lire sopra il tendine. Un trattamento lungo ed intensivo portò il paziente alla guarigione.

L'altra area interessata è il gomito. Solitamente quest'ultimo viene leso dall'attrezzatura o da un avversario ed è causa di reazioni patologiche singole o multiple. Il gomito svolge un ruolo importante negli sports quali il tennis, la pallavolo, il tennis da tavolo, la lotto e lo judò, i quali richiedono quasi simultaneamente flessione, estensione, pronazione e supinazione in una sequenza articolare. Il disturbo più frequente è il "gomito del tennista"; solitamente questo interessa il muscolo supinatore e gli estensori carpi radialis lunghi e corti.
La mappa termografica indica chiaramente il processo patologico sopra la regione interessata.
Anche i portieri della pallamano hanno sovente la necessità di deviare dei lanci di grande potenza con le braccia tese. Tale movimento sottopone le articolazioni ad uno sforzo superiore ai loro limiti fisiologici. La paziente (V.E.) era un portiere di fama internazionale particolarmente abile a respingere i rigori; lamentava dolore al gomito sinistro, che peggiorava di mese in mese. Fu osservata una zona calda intorno all'aponeurosi del bicipite. Questo è un sintomo certo di periostite o di reumatismo muscolare circoscritti. Fu necessario un lungo periodo di trattamento. Ancora una volta è stata applicata la terapia di Plates e Hyase.

Anche le alterazioni mute possono essere diagnosticate dai medici esperti all'esame clinico. D'altra parte, la termografia semplifica la valutazione della posizione durante il periodo di follow-up ed evita che, per errore, gli sforzi agonistici siano ripresi troppo presto o troppo tardi.

 

Conclusioni
E' possibile mettere in relazione le lesioni sportive mute e la termografia di contatto. Può essere ottenuta un'immagine obiettiva sia per una diagnosi di base che per il periodo di follow-up nei casi in cui sono assenti gonfiore, immobilità e sintomi radiologici patologici. Le lesioni al tendine d'Achille, al gomito, vari ematomi muscolari, distorsioni dell'articolazione di Chopart sono state comprese arbitrariamente in tale elenco. Le prime due sono state esaminate nel presente studio.





Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Dicembre 2013 11:58
 

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